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Progetto AgriCultura

“Percorsi di inclusione sociale di giovani a rischio devianza dell’Area Metropolitana di Bari attraverso inserimento lavorativo nella Filiera Agriculturale”

Il progetto AgriCultura “Percorsi di inclusione sociale di giovani a rischio devianza dell’Area Metropolitana di Bari attraverso inserimento lavorativo nella Filiera Agriculturale” è stato finanziato dall’Asse 4 “Favorire l’inclusione sociale e la diffusione della legalità“, Azione 4.1.2 “Percorsi di inclusione sociale e lavorativa per particolari categorie di soggetto a rischio devianza” del PON Legalità FESR FSE 2014-2020, e promosso dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza

Le attività progettuali, si sono sviluppate nel periodo dal 01.7.2019 al 31.10.2023, sono state svolte dalla Città Metropolitana di Bari, in qualità di Lead Partner, in partnership con l’Istituto agronomico mediterraneo CIHEAM Bari e il Teatro Pubblico Pugliese, per un finanziamento complessivo pari a € 3.000.000,00.

Tra le prime attività progettuali svolte dal partenariato vi è stata la creazione della Banca della Terra, uno dei risultati di maggior rilevanza del progetto, che ha censito 648 ettari in più di 20 comuni dell’Area Metropolitana di Bari, completando l’analisi di 172 ettari valutandone il miglior uso dal punto di vista tecnico ed economico. Lo scopo è stato quello di mappare terreni da poter mettere a disposizione di nuove start-up gestite dalla popolazione giovanile target del progetto.

Un approccio innovativo che, partendo dal recupero di beni agricoli, settore economicamente e socialmente rilevante per il territorio sede dell’intervento, ha voluto innescare sinergie intersettoriali con industrie creative, turismo, tessile e salute favorendo lo sviluppo di una nuova filiera “AgriCulturale”.

In particolare, attraverso azioni di raccolta delle esigenze, di formazione, di coaching, di mentorship, sono state attivate offerte di servizi finalizzate all’inclusione sociale e lavorativa dei giovani di età compresa tra i 16 e 24 anni a rischio devianza.

Inoltre, grazie all’ausilio di una piattaforma digitale appositamente realizzata, il progetto è stato utile a favorire l’inserimento lavorativo di giovani usciti anticipatamente dal percorso scolastico, esclusi dal lavoro, disoccupati, sottoccupati, NEET (Neither in Employment nor in Education or Training), anche valorizzando, come sopra riportato, beni e terreni agricoli abbandonati o confiscati alle mafie.

A supporto della buona riuscita del progetto è stata molto proficua la collaborazione pubblico-privata, realizzata grazie alla Rete Territoriale di Innovazione Sociale, che ha favorito l’inserimento lavorativo e sociale dei giovani nonché la sostenibilità, nel futuro, del progetto. La creazione della Rete Territoriale di Innovazione Sociale ha creato uno spazio dedicato al dialogo tra Istituzioni e organizzazioni imprenditoriali e sociali, favorendo l’attivazione di politiche di innovazione sociale e agevolazione dei percorsi di crescita dei giovani dell’Area Metropolitana di Bari nonché ha agevolato l’accesso al mercato delle loro idee di business.

I partner hanno condiviso, dunque, l’ambizioso obiettivo di creare percorsi virtuosi di apprendimento e di valorizzazione delle capacità personali di ragazzi svantaggiati mettendo loro a disposizione, non solo il know-how, grazie a percorsi formativi mirati, ma ha altresì favorito l’inclusione sociale e lavorativa mediante lo sviluppo di nuove imprese (start up sociali) e/o al loro inserimento in imprese senior.

Un simile risultato ha richiesto necessariamente il più ampio coinvolgimento degli Enti istituzionalmente preposti al perseguimento del benessere della popolazione di riferimento, così come della società civile, un intervento sinergico di una molteplicità di soggetti quali Assessorati ai Servizi Sociali dei Comuni, Imprese e Cooperative sociali e agroalimentari, Organizzazioni e Associazioni del mondo civile e del mondo ecclesiastico.

Solo in questo modo, mediante la costruzione di una vera e propria Rete Territoriale di Innovazione Sociale, è stato possibile tracciare il percorso più efficiente ed efficace per l'attuazione delle indispensabili attività formative e di inclusione lavorativa dei giovani beneficiari.

Il progetto ha coinvolto circa 600 giovani dei 41 comuni dell’Area Metropolitana di Bari, oltre 400 di loro sono stati ammessi alle sessioni di accompagnamento, con l'affiancamento di diverse figure quali tutor di riferimento, docenti esperti, coach e mentor, per sviluppare l’idea imprenditoriale e il progetto di start-up, ognuna delle quali articolata in 300 ore di formazione, di cui 40 ore frontali e 260 ore di mentoring in azienda, riguardo i seguenti argomenti:

· Basi di economia aziendale e sviluppo di impresa

· Team Building e organizzazione del lavoro

· Elementi funzionali alla creazione del Business Model

· Introduzione al Marketing e alla Comunicazione d’impresa

· Elementi di innovazione sociale

Da tutto ciò si evince l’importante contributo che il progetto AgriCultura è stato in grado di apportare al raggiungimento degli obiettivi del PON Legalità FESR FSE 2014-2020 finalizzato a limitare e contrastare le situazioni di illegalità, devianza sociale e degrado. Possiamo ritenere, pertanto, che il progetto AgriCultura possa costituire un modello di buone pratiche da sviluppare e da divulgare sul territorio e non solo.

 

Link:

https://www.progettoagricultura.it

https://www.agripro-lab.it

https://www.instagram.com/progettoagricultura

https://www.facebook.com/progettoagricultura

https://www.youtube.com@progettoagricultura6982/videos

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